UNA MASCHERA PER CARNEVALE

UNA MASCHERA PER CARNEVALE

Carnevale è una festa vivace, allegra e scherzosa, che ogni anno si festeggia in una data diversa nel mese di Febbraio, legata alla cadenza della Pasqua cattolica. Le strade si riempiono di coriandoli e stelle filanti, e in alcune città sfilano carri allegorici di cartapesta che rappresentano ogni volta un tema nuovo: dalla satira politica, alla storia, dalla religione a temi di attualità.
È il periodo in cui si mangiano dolci e cibi tipici legati alla tradizione di questa festa, come chiacchiere, ciambelle, frittelle, zeppole e i maccheroni.

Al Carnevale sono legate le maschere della tradizione regionale, che raccontano caratteri culturali italiani, in modo scherzoso e goliardico. Tra le più conosciute Arlecchino (Bergamo), Colombina (Venezia), Meneghino (Milano); Rugantino (Lazio); il dottor Balanzone (Bologna); Gianduia (Piemonte), Pulcinella (Napoli).

Come nasce il Carnevale

Il Carnevale trae le proprie origini da festività pagane, i Saturnali della Roma antica o le feste dionisiache del periodo classico greco, durante le quali era lecito lasciarsi andare, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Già in quell’epoca ci si mascherava per partecipare, in questo modo erano irriconoscibili il ricco e il povero, e scomparivano le differenze sociali. 

In epoca cristiana, prevalse il riferimento al banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (il martedì grasso) prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima durante la quale poi  a nessuno era concesso di mangiare carne! Infatti la parola “carnevale” deriva dal latino carnem levare ovvero “eliminare la carne”.

Perché ci si maschera?

La storia ci narra di molte occasioni in cui ci si travestiva in occasioni di feste religiose, legate alle attività principali che si svolgevano nei vari popoli. 

In generale lo spirito della festa è quello di cogliere l’occasione per ribaltare la realtà con la fantasia, essere ciò che non si è nella quotidianità. Era un modo per far sentire tutti uguali nella diversità del travestimento scelto.

In Italia il carnevale è una festa regionale, seppure colori e voglia di divertirsi accomunano le feste di tutto lo Stivale.

Da festa a esperienza

In un articolo scritto per la rivista online nostrofiglio.it, la pedagogista  Laura Mazzarelli illustra i significati educativi che si possono ritrovare nel carnevale.

Secondo la Mazzarelli, questa festa aiuta i bambini e le bambine a riflettere su due aspetti: le emozioni e le regole.

Indossare una maschera da un lato permette di nascondere la nostra identità e dall’altro ci consente di esperire personaggi immaginari, modi di essere altro da sé. In ogni caso possono rappresentarci in modo consapevole, per mostrare chi siamo o vorremmo essere, oppure esprimere , inconsapevolmente, i nostri stati d’animo.

Il bambino ha bisogno di esprimersi nella sua globalità, per cui proporre un linguaggio espressivo quale è il travestimento, il gioco, e così via, permette di indirizzare la realizzazione delle emozioni in funzione liberatoria. (A. Scognamiglio, Dsg Istituto Montessori, Somma Vesuviana, 2005)

Riferimenti:

https://www.sos-educazione.it/wp-content/uploads/2022/02/evvivailcarnevale.pdf
https://www.nostrofiglio.it/feste/carnevale/come-spiegare-il-carnevale-ai-bambini
https://www.istruzionemontessori.it/2005/02/19/progetto-maschera/

www.ilcamminopedagogico.it